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  • Accesso: da Breglia (Plesio), passando dal Rifugio Menaggio (ore 1 dal parcheggio dai Monti di Breglia al Rifugio, altri 20 minuti fino all'attacco)
  • Quota all'attacco: m 1350
  • Quota all'arrivo: vetta del Monte Grona, m 1736
  • Sviluppo: m 700
  • Dislivello: m 386
  • Difficoltà: DIFFICILE (confronta le scale di difficoltà)
  • Tempo medio di salita: ore 2,30
  • Esposizione: sud
  • Attrezzatura: indispensabili casco, imbragatura, cordini, dissipatore.

SALITA DA PLESIO AL RIFUGIO MENAGGIO

Da Menaggio (Como, lungo la sponda occidentale del Lago) si segue la statale della Val Solda (Porlezza-Lugano) per circa l km; al primo bivio si volge a destra seguendo le indicazioni per Plesio. Da qui si prosegue lambendo lo stabilimento di produzione dell'acqua minerale Chiarella per giungere, poco dopo, alle bella frazione di Breglia annidata in una splendida conca prativa (circa 3 Km dal bivio), con ampia disponibilità di parcheggio. Poco prima della chiesa del paese (cartello indicatore), una stradicciola asfaltata sale verso sinistra raggiungendo, dopo circa 4 Km, superate le case dei Monti di Breglia 996 m, si può lasciare l'auto (nuovo piazzale per parcheggio auto). La carrareccia prosegue, stretta e non più asfaltata e con il divieto di accesso. Si segue questa strada per un primo tratto finché un cartello indicatore non segnala il sentiero per il rifugio. Si prende, allora, a sinistra sulla mulattiera che dopo aver lambito di nuovo la strada presso un tornante continua a tornanti fra spazi erbosi e rado bosco di betulle. A quota 1120 m, presso una zona di rimboschimento cintata, il percorso si divide. Seguendo entrambre le due diramazioni, si giunge al rifugio. A nostro parere è più consigliabile il percorso alto, quello di destra, che è assai più panoramico. Si sale, per il sentiero alto, ancora con parecchi tornanti finché ha inizio un lunghissimo tratto a mezza costa che, dopo aver traversato la Val Pessina, raggiunge il panoramico dosso erboso dove sorge il rifugio già visibile da lontano.

SALITA DAL RIFUGIO MENAGGIO AL MONTE GRONA

Dal Rifugio si prende il sentiero (cartelli indicatori) che in piano punta verso Sud-ovest raggiungendo la base dei denti di Grona, la serie di torrioni calcarei che formano lo sperone Sud-est del monte. Traversato lo sbocco del canalone detritico percorso dal sentiero della "Direttissima" si raggiunge la base dello sperone dove, presso una pianta, si trova la partenza della ferrata (targa indicatrice). Si inizia subito su terreno ripido per superare di slancio la "prima torre" dalla cui vetta la via piega a sinistra sino ad un settore di rocce adagiate che si risalgono per poi deviare nuovamente a sinistra. Si riprende a salire superando uno speroncino arrotondato per poi arrivare all'intaglio posto alla base della "seconda torre", dove si incrocia per la prima volta il sentiero della "Direttissima". Si scala il torrione, dapprima verso destra, poi a sinistra, lungo uno speroncino. Poco oltre, roccette adagiate portano alla base della "terza torre", che costituisce il tratto più impegnativo a causa di una difficile placca rocciosa, al cui termine si è in cima alla torre. Ci si abbassa, quindi, al successivo intaglio incrociando ancora il sentiero della "Direttissima" per poi proseguire percorrendo il salto finale di rocce che adduce in vetta.

DISCESA

Dalla sommità si segue il sentiero che volge a Nord-est raggiungendo la sella ove giunge il canalone della "Direttissima". Si risale brevemente sulla sommità Nord del Grona e, seguendo il sentiero fra roccette e detriti, ci si abbassa con attenzione seguendo la cresta Nord della montagna e raggiungendo la sella della Forcoletta. Da qui, sempre per ripido sentiero detritico, si scende sul dosso erboso ove sorge il Rifugio Menaggio.

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Tratto finale della ferrata (foto di Gigi Prunotto, 1° premio al Concorso Fotografico CAO 2000)

  • Periodo apertura: APERTO
  • Dislivello: 404 m (da Breglia)
  • Difficoltà sentiero: E
  • Punto di partenza: Breglia 976 m (parcheggio auto) Monti di Breglia 1100 m (parcheggio auto, posti limitati)
  • Tempo di salita: ore 1,20 da Breglia, 1 dai Monti di Breglia
  • Guide e carte: Eugen E. Hüsler: "Lago di Como" - Rother editori - Bolzano, 1995; Orsi M.: "Val Menaggio e dintorni", arrampicate e scialpinismo - Edizioni Albatros - Milano, 1991; Mazzoleni B.: "Alta Via del Lario" - Nuova Editrice Delta - Gravedona, 1996; CNS 1:50.000 "Menaggio"; Carta Escursionistica Kompass 1:50.000 "Lago di Como - Lago di Lugano"
  • Informazioni locali: IAT Menaggio - tel. 0344 32924; altre informazioni sui percorsi al n. 0344 80144.
  • Telefono rifugio: +39 0344 37282.
  • Telefono gestore: +39 388 3494812
  • Proprità ed informazioni: CAI Sezione di Menaggio, tel. 0344 30312 Sede: via F. Filzi, 31-22017 Menaggio CO
  • Sito: www.rifugiomenaggio
Rifugio Menaggio in pieno inverno

Nel 1980 già si parlava del Centenario della nostra associazione e delle varie possibili manifestazioni per festeggiare la ricorrenza. Il 1985, apparentemente lontano, si approssimava e, per non essere in ritardo era opportuno pensare per tempo al da farsi. Il Gruppo Alpinistico, in seguito al suggerimento ricevuto da alcuni suoi componenti, ha proposto che il CAO lo autorizzasse ad impegnarsi in un'opera che, al di là della semplice manifestazione, rimanesse nel tempo a ricordare il primo centenario ed i suoi uomini tutti, la "Via ferrata del centenario del C.A.O." sul Monte Grona. La scelta di questa bellissima montagna di casa nostra è dovuta a diversi fattori, non ultimo, la fattiva collaborazione offertaci dalla Sezione del C.A.I di Menaggio, proprietaria del rifugio omonimo, che si rivelerà preziosa base logistica per l'attuazione del nostro progetto. Inizia così, con una prima esplorazione conoscitiva, effettuata nel maggio 1981, la parte più gravosa del nostro impegno: individuare un tracciato possibile e che dia la massima soddisfazione agli alpinisti, che un giorno lo percorreranno. Lo individuiamo sulla lunga ed articolata cresta Sud-Est, che affianca il canalone Est-Sud-Est: da quota 1350 metri circa, porta alla vetta del Monte Grona, 1736 metri, con un dislivello di oltre 400 metri e per una lunghezza complessiva di 700 metri circa superando torri, colli e creste. Nel contempo, in collaborazione con i responsabili della Sezione dei C.A.I. di Menaggio vengono stabilite le competenze di spesa e di organizzazione dei lavori, viene stabilito un calendario di massima ed il materiale necessario all'attuazione della ferrata. Ben sette giorni di lavoro saranno necessari per stabilire esattamente dove "passerà" la via ferrata. L'abbiamo percorsa in salita, in discesa a corde doppie; l'abbiamo misurata, ripulita dai sassi pericolanti, ne abbiamo fatto uno schizzo approssimativo, l'abbiamo corretta dove era il caso e l'abbiamo, infine, contrassegnata con piccoli bolli di vernice rossa, come riferimenti per quando avremmo dovuto perforare, scendendo dall'alto. E' così passato l'autunno e l'inverno 1981 e siamo già a primavera 1982. La data, per tutti noi piena di significato, che oserei definire, unitamente a quella dell'inaugurazione ufficiale, storica, è quella di sabato 15 maggio 1982, quando, alle ore 15, sulla vetta del Monte Grona è stato praticato il primo foro ed infisso il primo chiodo della "Via ferrata del Centenario del C.A.O. ". Primo chiodo di una lunghissima serie, tutti uguali tra loro, ma ognuno con una propria storia. Giorno dopo giorno il lavoro prosegue. I vari gruppi, ognuno per le sue competenze stabilite di volta in volta, trasportano materiale, praticano fori nella roccia, infiggono chiodi, stendono il cavo e la nostra via ferrata si allunga sempre più e il nostro entusiasmo aumenta con essa. Nel mese di settembre, il giorno 12, in collaborazione con la Sezione del C.A.I. di Menaggio, aderendo ad una sua iniziativa, sono state messe a dimora sul Monte Grona circa 300 piantine di Stelle Alpine, nell'intento di rimpiazzare quelle distrutte da vari incendi. Durante tutto il 1983 prosegue il lavoro di posa in opera del cavo fino alla base della seconda torre ed inoltre si provvede alla sistemazione del sentiero che dal Rifugio Menaggio porta all'attacco della ferrata oltre a quello che, percorrendo il canalone centrale, porta alla vetta. I rigori dell'inverno, come del resto negli anni precedenti, provvedono a collaudare ed assestare chiodi ed il cavo della ferrata e così, durante il 1984, il cavo viene definitivamente teso e morsettato; inoltre si attrezza la prima torre fino a pochi metri dell'attacco e si perfezionano i sentieri e la segnaletica.

1985, anno del Centenario del C.A.O.. Dopo i soliti ritocchi finali, l'ultima domenica di maggio si provvede alla posa in opera del cavo fino all'attacco, sabato l giugno si colloca la piastra di riconoscimento in bronzo alla base della prima torre e domenica 2 giugno la "Via ferrata del Centenario C.A.O." viene ufficialmente inaugurata. Dietro queste poche ed appariscenti ore di festeggiamenti ci sono 1500 ore di lavoro compiuto dal Gruppo Alpinistico CAO e da alcuni soci del CAI di Menaggio, 235 chiodi messi a dimora e 700 metri di cavo di acciaio steso e morsettato nei chiodi stessi, che sono in acciaio forgiato lunghi 15 e 25 cm con diametro di 20 mm; il cavo e di acciaio ritorto con anima in perlon del diametro di 12 mm; i morsetti sono in ferro da 1/4 e 1/2 pollice.

2001. Dopo un buon lavoro effettuato con lo sforzo del C.A.I. di Menaggio, la ferrata viene ristrutturata. E' stato sostituito integralmente il cavo e rifissati molti degli ancoraggi. E' stato utilizzato il metodo del "cavo lasco", ovvero tra un chiodo e l'altro non è stato "tirato". Questo metodo permette un maggior assorbimento in caso di eventuale caduta di chi lo percorre. In questo modo il cavo della ferrata assume il ruolo preponderante di cavo di sicurezza, rispetto al ruolo di cavo di trazione che generalmente le ferrate hanno. In altre parole, è un invito a non utilizzarlo per aiutarsi a salire, perchè anche sulle ferrate ci si deve arrampicare sulla roccia !
Naturalmente nulla vieta di usarlo come trazione se la difficoltà del passaggio in rapporto con la capacità del percorritore lo richiedono.

2004. Purtroppo il cavo nella parte iniziale si è danneggiato: la ferrate è stata CHIUSA a data indeterminata. Si stanno progettando ulteriori miglioramenti e ristrutturazioni.

2005. Deliberati e appaltati i lavori di ristrutturazione.

2006. Durante l'inverno e nella prima parte della primavera 2006, è stato completamente sostituito il cavo con uno plastificato, aggiunta una catena per tutta la lunghezza, rifatta una buona parte della chiodatura, aggiunti scalini di 'aiuto', aggiunti ulteriori ancoraggi nei tratti di passaggio da un torrione all'altro. La Ferrata diventa di completa proprietà del CAO con la rinuncia del CAI di Menaggio.
Conclusione dei lavori e cerimonia di inaugurazione: Domenica 14 maggio 2006.
La vicenda giudiziaria che ha coinvolto il CAO ed il CAI menaggio a seguito del mortale incidente in ferrata accaduto nel settembre 1999, si è finalmente conclusa; in questa pagina di un Notiziario CAO i dettagli della conclusione.

Aggiornamento: 18.05.2009     Realizzazione:  a cura del C.A.O. ©
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